
E questa volta l'ho fatta grossa: ho smarrito la macchina fotografica. Ho usato la parola "smarrito" perché mi fa meno paura di "perduto", ci trovo una accezione più temporanea, meno definitiva.
E' una Exilim Canon: fotografa, registra video di 11 minuti, audio per un'ora e mezzo, è perfetta per me.
Com'è successo? Vorrei saperlo anche io.
Cronistoria.
La mia amata si sveglia presto la mattina, quando lei decide che la notte è finita il sole è ancora un leggerissimo bagliore blu scuro dietro ai monti; intorno alle nove, in questi giorni di ferie, si rinsacca e rironfa per smaltire definitivamente la voglia di letto.
Al che, per non disturbare, mi attrezzo per una situazione solitaria e giardinesca, generalmente il libro che sto leggendo, o il quotidiano del giorno prima, la chitarra, tabacco, cartine e accendino.
Quella mattina non mi volevo far mancare niente e così mi sono portato anche la digitale, perché non si sa mai, perché sono diversi giorni che non aggiorno il giardinodienzo, perché magari mi registro mentre suono.
Mi sono messo a strimpellare qualcosa riprendendo un motivetto al quale sto lavorando da un po' e poiché mi veniva discretamente ho pensato bene di registrarlo. Prendoo la macchinetta, imposto "Audio", metto in registrazione. In tre minuti quel motivetto era pronto per essere traslato sul computer centrale per eventuale elaborazione.
Dopo poco lei si è svegliata ed io ho riportato tutto l'armamentario in casa, sul tavolo.
Qui i ricordi si sfumano e si accavallano su quelli precedenti. Credo di aver ripreso in mano la macchinetta per qualche motivo recondito e ho il dubbio di averla temporaneamente appoggiata in un posto sicuro, del quale però nella mia malandata memoria non v'è traccia.
Quando a sera mi sono reso conto della scomparsa, lì per lì non ci volevo credere, ma alla terza volta che guardavo ansiosamente nello stesso posto mi sono sentito tre volte cretino:
1) la macchinetta è importante per noi, la usiamo spesso: superficialità.
2) non ha un gran costo ma insomma ora certo non è il momento di ricomprarla.
3) il mio cervello va via a fette come il cocomero d'agosto e gli stravizi giungono al pettine.
In attesa della ritrovanza vi racconterò solo a parole il pranzo di ieri sotto il tiglio, presenti il Cronista con Signora (in pratica hanno portato tutto loro), Pippo (lo potete intravedere a sinistra nel post precedente), Enzo e Signora:
*ahhh, **glu glu, ahhh, ***puff e ripuff, ****glom, glu glu, *****slurp, ahhh, glom, glu glu, puf. ******Ronf.
Glossario:
*come si sta bene all'ombra del tiglio in questo fine estate;
** buono il muller thurgau;
*** tabacco ottimo;
**** le linguine alla bottarga sono ottime;
***** le paste!
****** tutti a letto.