il giardino di enzo

E' grande, pieno di vita, fiori, alberi, animali, uomini, donne

un luogo vario

martedì 8 settembre 2009

l'inferno

Erano le sette stasera quando lasciavo la città alle mie spalle.
Un fumo nero e grigio si alzava là dalla fine della città, lo sfondo erano le colline.
La strada sul ritorno si fa parallela al monte e lo scontorna nella pianura. Avevo il fumo alto davanti a me e veniva dalla Verruca. Mi si bloccava il respiro alla vista delle fiamme lontane, alte forse venti metri o più, divorare il bosco, uno degli ultimi rimasti, i sopravvissuti ai fuochi che vedevo da bambino, sul terrazzo di casa, allora abitavo in città.
All'arrivo in paese ho incontrato molte persone ferme sul ciglio della strada, lo sguardo incredulo, guardare il fuoco che comincia ad estendersi in maniera molto massiccia, così, pinete e boschi in fumo in pochi minuti.
Dal parcheggio di casa ho avuto lo sguardo che mi arrivava lontano, dietro alle basse collinette che la strada, proseguendo, continua a affiancare. E la luce rossa nel fumo denso dava l'idea della enormità della cosa: da casa ai lampi di fuoco in fondo allo sguardo ci saranno almeno 4 chilometri, e tutto quello che c'era è bruciato vivo.
Dopo un po' sono andato al circolo e per la strada a venir giù era tutto in fiamme, un monte la cui metà è la capocchia di un fiammifero. Dal circo si vedeva bene allora, era buio, il fuoco lontano, nella pianura, ghiotto di tutto, con gran tuoni esplodeva il bosco.
Dopo un po' ho preso una bottiglia di vino e sono tornato a casa, a cena.
Sono rientrato ora dalla giratina serale con le bestie, sono andato a vedere la situazione, sono le 23 e venticinque. Il fuoco, sulla parte di Verruca che vedo, non fuoca quasi più, ha bruciato tutto, alcuni focolai continuano nel centro, ogni tanto con il vento si eccita un lampo alto, fiammeggiante. I boati continuano a scuotere la vallata e in lontananza ancora e dietro il monte il bagliore forte delle fiamme fa capire che la situazione durerà almeno fino a domani, speriamo che si fermi prima o poi.
Hanno visto partire il fuoco da cinque punti differenti, un fuoco studiato o malato, chissà fin dove si può arrivare.
E' passata una stella cadente, la luna assiste a tutto ciò.

5 commenti:

letizia ha detto...

mi domando e mi ridomando quale può essere il gusto di dare fuoco
a un monte, agli animali, fare danni tanto per vedere l'effetto, poi anche coloro che corrono per ammirare lo spettacolo della distruzione .. sono annichilita e senza speranza

vicino di casa ha detto...

Fuoco visto da poco più in là, oltre la prima vallata, rabbia, sconcerto, orrore... Odio l'umana demenza! Ed invece mi sembra alzarsi forte su tutto il pianeta, inarrestabile. Quanto le fiamme di ieri sera, viste da qui. Come l'andirivieni che sento dall'alba dei canadair che faticano in cielo per spengere altre fiamme altrove, non molto lontano da qui.
Ahi, ahi se fossi foco lo so io chi abbrucierei.

effe

Tina ha detto...

@ Effe

Grazie di esserci amico mio, tu hai usato l'ode, io ci sono andata spiccia nel titolo, buttateli nelle fiamme, meritano solo di ardere.
Paolo? la tua cronaca descrive il dolore per lo spettacolo, io provo dolore per la morte del bosco e dei suoi abitanti, odio sordo per chi lo ha acceso.

Dalle8alle5 ha detto...

[OT] Non trovo i feed rss sul tuo blog :-( [/OT]

il giardino di enzo ha detto...

@ Dalle8alle5:
Non so cosa sono, sto al computer tutto il giorno ma non ho idee su feed rss. Ora vado sul tuo.
Ciao

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