il giardino di enzo

E' grande, pieno di vita, fiori, alberi, animali, uomini, donne

un luogo vario

lunedì 15 giugno 2009

il dì della festa

Avevo pensato, un po' preoccupato per il gran caldo, che domenica sera avrei tagliato l'erba nelle zone franche, dove l'incolto si fa più avanti.
E quando la falciatrice chiama non so dir di no.
Così appena tornati da una breve gitarella in città ho preso la tanichina della benzina, quella nera dell'agip, e sono andato a riempirla al distributore, saranno state le sei del pomeriggio, il sole era calato dietro l'alto tetto della casa, avrei falciato all'ombra.
Con gran lena ho riempito il serbatoio, ho tirato la cordicella e ho iniziato il taglio. Giunto a metà dell'opera mi sono chiesto il perché mi sarei dovuto sfiancare ancora, così ho picconato una decina di butti dell'albero infestante (vedi: giovedì 14 agosto 2008 - duro a morire) e, sudato e spremuto, ho riposto l'abito del felice giardiniere per mettermi quello dell'allegro cuocofuochista, con due bistecchine sulla brace e vino generoso delle Sorelle Palazzi.
E dopo cena, già che c'ero, ho dato inizio alla stagione cinematografica in giardino, con trasbordo di 24 pollici dall'armadio al tiglio e lettore dvd, tutto per "Tempesta di ghiaccio" di Ang Lee (molto bello) che avevamo già visto.
A metà non ho retto, sono crollato sulla poltroncina, sfinita lei e sfinito io.
Pensavo che un sonno ristoratore mi avrebbe ridato energia sufficiente ma i ritmi circadiani mi svegliano appena schiarisce il cielo e al risveglio, come si dice dalle nostre parti, ero un carzerotto (da "calzino").
Stasera a letto presto?
Mah, non credo, amici a cena, e di quelli buoni.

6 commenti:

edo ha detto...

Com'è andata la serata? :)

il giardino di enzo ha detto...

Una cena tranquilla, senza stravizi eccessivi e alle 11,30 ero a letto. Ciao Edo.

nua ha detto...

che bello il termine carzerotto.Mi pianto qui, nel tuo blog, a prendere freschezza.
Ciao :-)

LAURA ha detto...

Leggendo il post mi sono immaginata lì, all'ombra del tuo tiglio, in mezzo al verde. Fino a pochi mesi fa non avrei potuto fare a meno del caos mondano e cittadino, ma ora che vivo tra le montagne svizzere adoro farmi stupire ogni giorno dalla natura e ritornare in città è sempre faticoso.

il giardino di enzo ha detto...

Nua, scegli te dove ti aggrada ti più, considera che con questi caldi anche sotto il tiglio, nelle ore di punta, un po' di afa si sente.
Laura, anche la mia vita è radicalmente cambiata negli ultimi sei anni, in città non vado quasi mai e, quando devo, per il minimo indispensabile.

ekeka.z ha detto...

stasera Rumenka ha invitato la presente e il restante delle colleghe (eh già, solo donne) a cena da lei.
piatto forte della serata: porchetta.
le ho raccomandato di ricordare al marito di mettere in fresca una bottiglia di slivovitz.
sono davvero ospitali.
come te.
almeno da quel si legge in giro. ;)
buondì

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