il giardino di enzo

E' grande, pieno di vita, fiori, alberi, animali, uomini, donne

un luogo vario

lunedì 21 febbraio 2011

schiuse alle stelle


La nuova "via" che abbiamo aperto è una porta verso un mondo più selvaggio.
Non so se ne ho già accennato, costeggia il muro di cinta a sud, in zona abbandonata e ripudiata dai proprietari.
Quelle zone sono comunque sotto mia tutela, o della selva impenetrabile.
Quel segno di terra scura tracciato in terra dai nostri passi, costeggia la strada che porta su, verso San Bernardo; da questa è separato da un muro alto di pietre e calce, ogni quindici metri un colonnino ormai consumato dal tempo; la strada è imbucata giù, scavata sul naturale pendio.
In estate qualcuno ha mandato qualcun'altro a decespugliare una porzione di due metri o tre lungo il confine, dove ora si è creato quel segno.
Cammino, pesto e schiaccio, con la suola degli stivali, i rovi che iniziano a prendere forza, fino a mantenere un passaggio, fino a farli seccare e finalmente liberare il passaggio per sempre.
Dalla parte interna è un basso muricciolo, con i vetri spezzati conficcati nella calce, ad antico usbergo della proprietà.
Da subito sentii il bisogno di allargare la possibilità di entrare nella macchia abbandonata, un luogo quasi inaccessibile, se non per i piccoli sentieri lasciati dai frequentatori, cinghiali, volpi, ricci. Chissà che mondo si vive, nella macchia, seppur piccola e limitata, con la nebbia fitta e ghiaccia, o sotto gli acquazzoni.
Era un giorno di sole l'altro giorno, e quattro lucertole si scaldavano al sole di mezzogiorno, sui colonnini.
Dov'erano fino a venti giorni fa?
In terra.
Nell'uovo, con la neve e il ghiaccio che tutto rompe.
E' magia, tenacia, certezza annuale dagli esiti sempre incerti.
Quando sono state fecondate quelle uova? Quante erano?
Chi è riuscito ad arrivare su quel colonnino, come ha fatto a resistere?

Stasera eravamo lì, guardavo la stella polare.
Una striscia di luce intensa è passata di lì vicino, una stella cadente un po' fuori stagione.

Passo volentieri da quel segno in terra.
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ps: la foto è recente, si vede la grande chiazza marrone lasciata dai rovi.
Tagliati uno per uno!

17 commenti:

Mr. Tambourine ha detto...

Powered by gMaps.
;)

lorenzo ha detto...

complimenti!

Dalle8alle5 ha detto...

Le domande riguardo alla Natura sono infinite.
Ieri guardavo una minuscola aiuola, meno di 1 mq, vicina al posto dove in azienda si timbra. Dalla terra spuntavano orgogliosi una marea di foglie verdi, dritte e screziate: sono i bulbi provenienti dal giardino di una zia di un collega; la zia sta in Uruguay, i bulbi sono stati piantati a ottobre, senza considerare la differenza di clima, eppure sono spuntati nel momento giusto.
Chissà come hanno fatto a sapere che qui era ora di germogliare. Chissà cosa li spinge a cercare la luce, il sole.
Mistero.

il monticiano ha detto...

Vivere nei tuoi luoghi che sembrano incantati dev'essere bellissimo e rilassante.

Carlo ha detto...

Ciao Paolo e buona serata.

Sembra, a leggere queste tue poche righe che descrivono un luogo a te familiare, di sentire la "natura" che si risveglia. Si, lo so che sono rovi... io, qualcuno l'ho "addomesticato" lungo un traliccio come una vite e, ad agosto, raccolgo more per marmellate!

I vetri conficcati sulla sommità dei muri con la malta, invece, sono quasi un reperto archeologico!! Non ne vedo da decenni, credo!

A breve, con il bel tempo, andrò anche io ad "esplorare"! Ancora fa freddo e i piccoli animaletti se ne stanno tutti rintanati! Nel frattempo mi guardo crocus, bucaneve e muscari che spuntano un po ovunque!

il giardino di enzo ha detto...

Davvero rilassante passare nel silenzio, la sera specialmente.
Mistero, è vero, è lì la fascinazione, e anche la vita che scorreva qua, quando tutto questo era vissuto quotidianamente.
Un saluto collettivo a tutti voi sopra, alla primavera incipiente (il 21 febbraio da noi si dice "primavera in mare).

E che la liberazione sia libera, una volta per tutte.

Adriano Maini ha detto...

Che meraviglia un contatto così fecondo e ricostruttivo con la natura!

il giardino di enzo ha detto...

Adriano, effettivamente quando ho bisogno di aiuto so che lì trovo conforto. Ogni tanto capita.
Ciao, buona serata

Tina ha detto...

Vorrei ma non posso, le città, se non abiti adiacente a un polmone verde, mostrano solo alberi spogli.
Quel rettangolo marrone a cosa è destinato?
Mi è piaciuto moltissimo il riferimento alle lucertole.;-))
Buon pomeriggio Paolo ;-))

Sara ha detto...

Già...chissà gli afidi delle rose ora dove stanno nascosti?!
I rovi li hai tagliati tu? Dalle mia parti li chiamiamo bòchi!
Sono stata di nuovo male...sono tornata oggi in giardino a potare le rose, ma non mi posso stancare.
Sara

Rossa ha detto...

questo tuo mondo mi affascina. lo guardo da lontano, sono cittadina senza via d'uscita, ma il tuo angolo di terra sembra un bel posto dove stare.

un cronista Altrove ha detto...

Aldilà dei Rovi
più che una cronaca una nota

..."Che gran lavoratore", dissero Cesoie, "Oh sì, davvero proprio un gran lavoratore", gli fecero eco diversi Rovi, oramai rasi a terra, tagliati, in attesa di decomporsi al sole e alle intemperie... aggiungendo, "E pensare che lavora come uno schiavo tutta la settimana... Poi arriva la domenica e ne ha ancora voglia! Ma non potrebbe starsene a crogiolare come fa Lucerola!?"... "Eh già!"... risposero svelte Cesoie... "E allora invece che umano era lucertolano!", e a quel dire si riposero nello stipetto nel mentre che Rovi continuavano il loro fantastico viaggio verso il regno di Humus.

abbracciosi saluti
da qui

issohardtosee ha detto...

Ti visito con immenso piacere, come potrei non adorare chi ancora si ricorda d'avere stelle sulla testa :D
Son la Dautre e ti saluto forte!

il giardino di enzo ha detto...

Tina, abitavamo in città qualche anno fa: un altro tempo, altri spazi, altre occasioni.
Il rettangolo marrone è destinato a niente, che è pur meglio di un muro di rovi che occupa spazio senza freni.

Sara, sono il più bravo tagliatore di bòchi della provincia :)
Auguroni salutari.

Si, Rossa, come ho detto a Adriano avere questi spazi fa stare bene in assoluto.

Cronista, Cesoie sono salvezza per il corpo e per la mente. E' un periodo che quando sono a casa non accendo quasi più il computer, e tutto riprende vita.

Dautre, ricambio totalmente il piacere. Un abbraccio e tante buone cose.

Alberto ha detto...

Non tutti, anzi sempre meno, riescono ad avere la sensibilità verso la natura che fuoriesce potente dalle tue parole. Ciao.

Carlo ha detto...

... e un abbraccio di inizio settimana, anche a te!! Soprattutto perché ancora rido per la "colorita" espressione nel mio dialetto, con la quale hai commentato il mio racconto!!

Oggi, chiusi in casa per la pioggia! Marzo pazzerello sta arrivando!

Ciao Paolo e buon pomeriggio!!

Sara ha detto...

Ma con le rose hai fatto un bel lavoro di potatura? e qualche taleuzza?

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