DECESPUGLIAT (vedi foto)
E' tempo di tornare a fare qualcosa.
Le impalcature sono state tolte da una apposita squadra già da giorni, ma la pioggia ha impedito di tornare alle attività giardinicole del fine settimana.
Mi appresto, mi preparo spiritualmente e attivamente.
Do uno sguardo al decespugliatore, nello stanzino.
Manca tutta la parte terminale.
Controllo meglio: non c'è più niente.
Il sangue in gola e agli occhi.
"Ciao Pippo (il comproprietario dell'aggeggio), hai per caso smontato te il dece?"
"No, io non l'ho più usato..."
"Ecco, c'hanno fregato tutta la parte anteriore..."
"Ma come? Ma chi è stato?"
"E chi lo sa, uno stronzo di sicuro. Ciao"
Pippo mi ha richiamato dopo poco, mi aveva sentito un po' demoralizzato e oltremodo arrabbiato, ha cercato di rincuorarmi. Dopo due giorni dalla scoperta, sono ancora turbato, invelenito, maledicente, deluso.
Come ho già detto, vivere senza le chiavi di casa la ritengo una conquista umana normale, e mi rifiuto di cambiare le mie abitudini per un pezzo di.
Non mi piace chiudere, chiudere è un po' come dire che non mi fido di chi frequenta i miei luoghi, a prescindere.
Certo è che, se ce lo becco, gli spacco la testa.
PROFUMI RICERCATI
Oggi, al ritorno a casa, ho trovato il simpaticissimo Max pieno di cacca, forse di cavallo. Dal sottogola fino a metà torace.
L'ho lavato con un bagnoschiuma ma il puzzo ormai ce l'ho nel naso.
Sto cercando di profumare un po' l'aria mettendo a bollire dell'acqua con foglie di alloro: un po' funziona.