
Quattro giorni di ferie, da venerdì alle quattordici a stasera 2 giugno.
Sono cinque i giorni, perdo subito il senso del tempo quando sono a casa. Mi ci voleva, e soprattutto il giardino e tutto il verde che ci circonda aveva bisogno di una sistemata.
La falciatrice non risponde al telefono, chiamo più e più volte ma il telefono del dottore continua a squillare senza senso. Decido di passare all’azione, ci sono talmente tante cose da fare.
Ho iniziato a decespugliare il parcheggio, l’erba altissima fa un baffo al nuovo dece, comprato in comproprietà con Pippo.
Una cosa al giorno e solo una parte di giornata è dedicata, o la mattina o il pomeriggio, lavoro e sudo come un muflone, ho l’erba anche nelle mutande, ma sono in ferie.
E così ho alternato momenti di gran zelo ad altri di totale nullafacenza, allenamento intensivo per il corpo e per la mente.
Lunedì all’ora di pranzo mi ha telefonato il meccanico della falciatrice.
Lui si chiama Enzo per davvero, un futuro luminoso per lui è il minimo che possa augurargli; “Domani sera la ‘Queen Garden’ è pronta” mi dice “alle sette e mezzo ti aspetto”.
E stamani, finalmente con tutti i potenti mezzi a disposizione, ho iniziato a falciare l’erba.
La storia si ripete sempre: falcia, taglia, sega, estirpa. Perché incessante è l’avanzare della Natura e la sua forza può sovrastare ogni sforzo di contenimento, può abbattere e scoperchiare, i nostri manufatti sono ridicoli a fronte della sua enorme energia.
La Natura ci riporta nella giusta dimensione: piccola, molto piccola.
La pioggia che è seguita non appena ho spento la macchina era tanta, tantissima, mista a grandine precipitava a terra con violenza, spinta dalle raffiche di libeccio. Lo scolo dell’acqua lungo il marciapiede era ormai un torrentello. Affascinato guardavo dai vetri e mi chiedevo se quel neonato ruscello sarebbe potuto divenire qualcosa di più grosso e invadere la stanza, ho pensato all’impianto elettrico che passa sotto il pavimento di legno.
Poi ho smesso di pensare perché in quel caso, qualunque cosa avessi fatto, sarebbe stata inutile.
Ora è quasi sera, il sole asciuga il mondo, speriamo che le lucciole abbiano trovato riparo.