il giardino di enzo

E' grande, pieno di vita, fiori, alberi, animali, uomini, donne

un luogo vario

domenica 21 marzo 2010

vino, cuoio e piccioni



Non si vede quasi nessuno in giro, gli incontri si sono fatti rari e sporadici.
Gli artisti-artigiani Andrea e Valentina hanno trovato casa poco più su e nel fine settimana è raro che passino di qua, indaffarati fra mercati e lavori agresti.
Il batterista trombettista più che altro si fa sentire, ma capita di rado incontrarci; il suo coinquilino, invece, è ormai per me contattabile solo per posta elettronica.
I ragazzi su all'ultimo piano si vedono solo dal terrazzo, o per i brevi momenti di imbarco di Ibra sul passeggino.

Eppure questo posto fino a cinquanta anni fa è stato pieno di attività, la terra e i laboratori davano lavoro e asilo a famiglie intere: i contadini nel podere per la produzione di vino, ortaggi, frutta, galline e piccioni; nei laboratori artigiani si producevano oggetti in cuoio come portamonete, cornici, sedie.
E poi c'era la parte dell'amministrazione, con la grande pesa a segnare le quantità di vino, la stadera per mele e pomodori, i mille foglietti con i conti segnati con quella calligrafia incerta delle campagne di allora.
Una semplicità ricca, accettabilmente dura, dove niente veniva fatto per caso, e il gusto estetico aveva il suo valore.

Quel "castelletto" con i merli era la piccionaia, una reggia per volatili, oggi lasciato completamente in rovina dalla stupidità di alcuni.
E' l'unica cosa in vista che parla di quel tempo.
Anche il pesco.

domenica 14 marzo 2010

orizzonti futuri


Siamo al propedeutico primaverile, all'approccio con il caldo che sarà, quando la natura si rimetterà in cammino vogliosa e bramosa di verde.
Il sole era ancora lontano dallo spuntare e lei già era con le forbici in mano e i cani d'intorno.
Io invece restavo ancorato al materasso un'altro giro di lancetta, mentalmente in avvicinamento allo sforzo. Poi con uno scatto deciso ho tirato via le coperte e mi sono dato una mossa.
Tutta la mattina sulla scala, quella alta a treppiede, pesa spiombata ma abbastanza stabile, le forbici in una tasca e il saracco nell'altra, e alla fine della mattinata una montagna di bambù ai miei piedi mi avvertiva che era ora di pranzo.
La bisboccia della sera ha dato il colpo finale alle mie residue energie e stamani, al posto di lavoro, mi sembra di essere in una dimensione diversa da quella dei miei colleghi, fluttuo in una bolla ovattata con lo sguardo alla giornata passata.
E rimpiango il Giardino.

domenica 7 marzo 2010

A tutte le donne


Inebriante e maestosa, sembra voler affidare il suo messaggio al vento che passa attraverso i suoi fiori.
Le chiome fiorite spiccano sul verde del bosco in tutta la valle, ricamati richiami giallastri alla liberazione.
E' la festa.

Anja Lechner & Vassilis Tsabropoulos
Chants, Hymns and Dances

Un sentito grazie a Leolips per la colonna sonora.

sabato 27 febbraio 2010

i cavalieri della tavola rotonda


Il primo sole abbraccia il giardino, era ora.
Ho voglia di fare colazione fuori, si rinnova il rito, è la prima volta, l'inverno sembra essere finito davvero.
Una tazza di caffellatte e biscotti ai centododici cereali, coop-equosolidal.
Guardo il sole che mi guarda, è un abbraccio che aspettavo, come se fosse un amico che non vedi da tempo con il quale hai voglia di raccontarti un po' di cose.
I miei due scudieri, schierati uno per fianco, immobili, aspettano la loro razione.
Mi sembra di essere un re, è tutto sotto il mio controllo perché non c'è niente da controllare, tutto va da sé, niente si frappone fra me e me.
Ho bisogno di usare il corpo, di trarre energia dal movimento, come quelle lampadine che non hanno bisogno di pile per fare luce, che si accendono con il movimento della mano.
E' sabato e ci sarebbe da fare diversi cosette, soprattutto far lavorare la tagliasiepi, vedrò, penso di si.
La foto è del 15 dicembre 2004.

sabato 20 febbraio 2010

dalle stalle alle stelle


Intrappolato al computer dalla prima mattina, con pausa pranzo e abbiocco successivo, un'oretta a "diacé" dicevano i vecchi (da 'giacere').
Pioveva fuori, immagino.
Assorbito dal lavoro (un favore a una amica), stavo cercando di costringere con forza testo e immagini in una pagina, anche la musica si era fermata, il silenzio copriva tutto.
"Bip bip, bip bip!"
Un sms. Stravolto mi sono alzato dalla sedia.
Leggo: "Fuori c'è un arcobaleno bellissimo". E' Sara che mi avverte.
Ho mollato tutto, mi sono vestito alla meglio e sono andato a rinfrescarmi il cervello nello spettacolare arco colorato, un inno alla pace partorito dalla natura, dal caso. E' una delle poche cose che possono creare una gioiosa attenzione collettiva, densa di storia e di favole.
L'arcobaleno scaturisce il sorriso.

domenica 14 febbraio 2010

il tempo non basta mai


Nel passare del tempo, accumuliamo un sacco di cose. Cantine, sottotetti, garage, cassetti, armadi: sono contenitori di storia passata, racchiusa dentro i mille oggetti della nostra vita, o di quella di altri. Un rettangolo di cartoncino può tenere in sé una storia d'amore, o ciò che rimane di una vicenda familiare; una trina sul comodino rappresenta ciò che rimane della storia della famiglia che lì abitava, forse cento anni fa.
Accumuliamo tante cose nel nostro viaggio, ad ogni tappa tratteniamo qualcosa in tasca come se fosse un punto di ancoraggio con la nostra vita. Ci basta sapere che è da qualche parte, una particella nascosta sotto una pila di scatole, nel ripostiglio, in fondo, dietro alle scarpe.

lunedì 8 febbraio 2010

il dì della festa 2


Se un amico chiama, attribuisco alla sua richiesta priorità massima, è più forte di me, mi metto a completa disposizione.
Anche ieri (domenica) ho partecipato all'allegro trasloco del Presidente che, come si conviene tra amici, ha avuto il suo momento più alto a tavola, con scodellata maxima di pasta al ragù, scamerita alla brace e diluvio di-vino e facezie varie.
Il Giardino può attendere.

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