
Sembra che le giornate si ripetano sempre uguali, pochi movimenti, a volte solo tentativi.
Nel meritato buon ritiro le giornate scorrono simili, pacate, lente.
Un personaggio fugace attraversa l'alba del giorno. E' Andrea che sbrigatamente mi saluta alla volta del bus che porta alla città, mentre io aggredisco la pagina due di Repubblica, al fresco, sotto il tiglio.
Di lì a poco scende le scale Achille, accolto con squittii e miagolii da Max, e fortunatamente la situazione fra i due sembra più tollerabile, a parte un attimo di frizione giusto ieri sera.
Poi è il turno dei due validi amici che da quasi quindici giorni si adoperano per rendere vivibile il bagno della sub-comandante. Si comincia finalmente a vedere la fine, il water è piazzato e la doccia è quasi montata.
Ecco che scendono Ibra e la sua mamma, belli e innamorati. Il piccolo è bellissimo e mi sorride sempre, abbiamo instaurato un piccolo rapporto interpersonale.
Poi giunge l'ora di muoversi un po', e lascio il mio posto di osservazione e cultura.
Ieri mi sono cimentato nella costruzione di una griglia per la brace, domani a pranzo arriva tutta la mia famiglia, saremo quattordici o sedici o più.
Ci sono molte grosse pietre con le quali ho sempre pensato di farne una griglia, e ho messo in atto il progetto. Alla fine, nonostante gli imprevisti di norma, il risultato mi soddisfa e non vedo l'ora di "incignarlo" [(cfr. Dizionario Hoepli: incignare [in-ci-gnà-re](incìgno, -gni, -gna, incigniàmo, incignàte, incìgnano; congiunt. pres. incìgni, incigniàmo, incigniàte, incìgnino; incignànte; incignàto)
v. tr. raro - Usare per la prima volta: i. un cappotto, un cappello
‖ Avviare: i. un fiasco di vino, un prosciutto)].