il giardino di enzo

E' grande, pieno di vita, fiori, alberi, animali, uomini, donne

un luogo vario

venerdì 6 agosto 2010

agosto vernacolare


Sembra che le giornate si ripetano sempre uguali, pochi movimenti, a volte solo tentativi.
Nel meritato buon ritiro le giornate scorrono simili, pacate, lente.
Un personaggio fugace attraversa l'alba del giorno. E' Andrea che sbrigatamente mi saluta alla volta del bus che porta alla città, mentre io aggredisco la pagina due di Repubblica, al fresco, sotto il tiglio.
Di lì a poco scende le scale Achille, accolto con squittii e miagolii da Max, e fortunatamente la situazione fra i due sembra più tollerabile, a parte un attimo di frizione giusto ieri sera.
Poi è il turno dei due validi amici che da quasi quindici giorni si adoperano per rendere vivibile il bagno della sub-comandante. Si comincia finalmente a vedere la fine, il water è piazzato e la doccia è quasi montata.
Ecco che scendono Ibra e la sua mamma, belli e innamorati. Il piccolo è bellissimo e mi sorride sempre, abbiamo instaurato un piccolo rapporto interpersonale.
Poi giunge l'ora di muoversi un po', e lascio il mio posto di osservazione e cultura.
Ieri mi sono cimentato nella costruzione di una griglia per la brace, domani a pranzo arriva tutta la mia famiglia, saremo quattordici o sedici o più.
Ci sono molte grosse pietre con le quali ho sempre pensato di farne una griglia, e ho messo in atto il progetto. Alla fine, nonostante gli imprevisti di norma, il risultato mi soddisfa e non vedo l'ora di "incignarlo" [(cfr. Dizionario Hoepli: incignare [in-ci-gnà-re](incìgno, -gni, -gna, incigniàmo, incignàte, incìgnano; congiunt. pres. incìgni, incigniàmo, incigniàte, incìgnino; incignànte; incignàto)
v. tr. raro - Usare per la prima volta: i. un cappotto, un cappello
‖ Avviare: i. un fiasco di vino, un prosciutto)].

giovedì 29 luglio 2010

pomeriggio d'estate



Mi garba un sacco.
Mi piace fare un mescolone di Giardino e musica, ci potrei passare un pomeriggio, un giorno intero. E poi sono in ferie, per modo di dire, nel senso che non vado a lavorare, mi alzo ugualmente all'alba ma resto qui, a casa.
E nel mio tempo cosa faccio?
La cosa principale su cui focalizzo l'attenzione sono i lavori di rifacimento del bagno della Sub-Comandante, idraulica e muratura a carico dei due amici, la parte elettrica è mia competenza e incrocio le dita che vada tutto bene perché in caso contrario si dovrebbe spaccare di nuovo e rifare.
Suono un po' di chitarra, con profitto, anche se il tempo dedicato allo strumento è come sempre poco.
Mi ripropongo di continuare a leggere l'opera omnia di Luciano Bianciardi, ma questo proprio è ancora lì nello stesso posto da tre giorni.
E poi ci sono i ritagli, i decimi di spazio nei quali ti puoi trovare con il nulla assoluto, nel pomeriggio inoltrato, e le bestie si stravaccano esauste sull'erba secca, annusando il fresco di qualche refolo.
Lei, Micha, è una grande gatta, affettuosa e buffa, indipendente cacciatrice. Ama oziare, ovviamente, predilige quei luoghi di cui lei detiene il segreto della loro comodità: il fresco, il tiepido, l'asciutto, il cosìcosì.

mercoledì 21 luglio 2010

l'amour


Ancora per la serie Neiscional jeografic.
Ero sotto il tiglio a far calare il sole, in compagnia dell'amico essaouiregno di adozione e di passaggio nella città natìa.
Mia figlia Sara stava rilassando il cervello nel giorno del suo ventitreesimo natale, in vista dell'esame del giorno seguente.
Questi due amanti (Nezara viridula L.), con passione invidiabile, sono andati avanti un bel po' a scorrazzare sul tavolo di marmo, per niente infastiditi dalla nostra presenza, infaticabili amanti di un'occasione
La Natura ha giocato con un po' di cattiveria, la grande femmina trascina il maschio senza tregua e lui ogni tanto protesta per la scomoda posizione che, a ben guardare, non compare nemmeno sui testi del Kamasutra più estremo. Fortunatamente.

La poesia che segue è meraviglia, Neruda parla d'amore con una forza grandiosa (peccato che scorra un po' troppo velocemente, sono al lavoro, non ho grandi mezzi).
Me la vado a rileggere.

lunedì 12 luglio 2010

nescional jeografic sotto il tiglio



L'altra sera la sub-comandante ha individuato un nido sotto il tiglio.
E' stato attrezzato proprio in cima ad un ramo, al riparo dal sole.
Una posizione non distante dal viavai umano e canino e pericolosamente a portata di Micha. Ho rimpianto di non disporre di attrezzatura adeguata, mi piacerebbe avere una telecamera per poter riprendere queste situazioni con qualità un minimo soddisfacente.
Con un accrocco di gommini e adesivo di carta, ho piazzato la macchina fotografica in cima a una canna di bambù, in verticale. Ho schiacciato il "Rec" e mi sono allontanato. Dopo venticinque minuti, a memoria esaurita, sono andato a recuperare la Nikon e mi sono piazzato al computer a rimirare quello che con i nostri occhi non si può vedere (gli uccellini sono veramente timidi e al minimo movimento si rintanano aspettando momenti più tranquilli).
Spero che la qualità sia sufficiente per vedere la continua attenzione della mamma, il suo andirivieni al nido.

giovedì 8 luglio 2010

fiori e dolori





Quest'anno, forse a causa delle abbondanti piogge, l'acanto sta occupando massicciamente quello che noi chiamiamo "il boschetto", una zona un po' trascurata del giardino, ombrosa di alloro, luogo deputato all'amaca - fra una zanzara e l'altra.

Il melograno è in piena fioritura, le sue corolle arancio spiccano quasi violentemente sul verde intenso della selva.

I fiori violacei sono nelle cure della sub-comandante, dono di sua sorella, grande appassionata di verde, non so cosa siano ma hanno quella grazia un po' malinconica che mi affascina.

Il fiore protagonista dell'ultima foto è la parte meno odorosa della pianta, un arbusto alto e frondoso dalla corteccia profumatissima, magica e inebriante.

Chi sa dirmi nome e cognome delle due sconosciute?
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Ho mal di denti e il dolore fastidioso mi impedisce un riposo appagante (sommato all'irrequietezza notturna di tutti i nostri amici quadrupedi, Micha su tutti).
Inizio la cura oggi, tintura alcolica di propoli e antibiotici.

lunedì 28 giugno 2010

ptilon




Sembra difficile pensare che da fiorellini così piccoli, minuti e delicati possa nascere un gigante.
Il tiglio è in fiore e il suo profumo inonda il vicinato.
La fabbrica del miele è in piena attività, con il suo ronzio costante ma discreto, instancabile, dalle prime luci dell'alba alla sera.
Il nome "Tiglio" deriva dal greco ptilon (= ala), per la caratteristica brattea fogliacea che facilita la diffusione eolica dei grappoli di frutti (Wikipedia) e credo che antichi studiosi di ingegneria si siano applicati nell'osservazione per capire come da queste semplici foglie scaturisca la magia del volo.
Questi campanellini così fragili entro breve matureranno e si trasformeranno in innumerevoli "palline" legnose, pronte a trasformarsi in giganti.

lunedì 21 giugno 2010

nascosto dalle nuvole


Avevo forse diciotto anni quando mi fecero notare per la prima volta che "le stagioni non sono più quelle di una volta". Il vate del caso mi parlò dei suoi pomodori, di come non maturassero più secondo quello che era stato, fino ad allora, il loro corso annuale.
Trentadue anni sono passati e la situazione sembra andare oltre ogni aspettativa negativa.
Parlare di meteorologia spesso è sinonimo di scarsità di argomenti, è una cosa di cui si discute fra amici quando il rapporto confidenziale accusa un po' di stanchezza, oppure con semplici sconosciuti, e allora il tempo atmosferico diviene una chiave di avvicinamento puramente verbale.
Quattro agognati giorni di festa hanno coinciso con il peggiore fine primavera di questi ultimi ottocentosettantaquattro anni.
Internet è saltato (sono al lavoro adesso), fuori è tutto fradicio, la noia si fa strada nella stanza.
Questi pochi metri quadri rischiano di essere un po' stretti, coatti, si finisce col non parlarsi per ore, l'angoscia si fa strada nella mia fantasia.
La cosa migliore è ancora una volta stupirsi della bellezza della forza della natura, sfruttare la tecnologia e divertirsi per tre giorni a montare le immagini che, fra uno schizzo e l'altro, sono riuscito a riprendere.

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