Abitavamo in città, nella casa della nonna, un bel quartiere vicino al centro e soprattutto a pochi metri dal polmone verde e dal fiume.
La situazione a un certo punto non fu più sostenibile, dovevamo lasciare libero l'appartamento, la nonna era morta da un po' e la famiglia estesa chiedeva di renderlo libero e vendibile in breve tempo.
Fu così che iniziammo a sistemare la stanza che sarebbe divenuta la nostra dimora, nel Giardino, un anno di fatica e il monolocale fu pronto.
Credo sia stato l'ultimo giorno cittadino quando i vigili urbani mi fermarono, con la paletta, appena imboccato il viale.
"Guardi che lei non ha fatto la revisione..."
E il collega aggiunse "LE revisioni, qui ce ne dovevano essere almeno tre!"
Mi sequestrarono il libretto di circolazione, e sconsolato feci inversione e riposi l'auto all'interno del condominio, davanti al mio garage.
Dopo una decina di giorni rubarono le targhe.
Il mezzo aveva 160.000 chilometri, non avevo più un quattrino e il pensiero che mai più avrei guidato la mia Uno rossa si fece strada. Allestii una targa di cartone e alla zitta la portai nel parchegio del Giardino, dove è rimasta fino ad oggi, sei o sette anni buttata lì, spolpata pian piano dei pezzi che gli amici chiedevano di poter utilizzare. A lei si è aggiunta nell'ultimo anno anche la Escort bianca di Luca e nell'ultimo mese la Panda verde acqua di Lele.
Ieri, o forse oggi, oppure domani, le tre dovrebbero intraprendere il loro ultimo viaggio. Bustate di documenti ne attestano le proprietà, denunce di smarrimenti vari e di furti, orlate dal timbro dei carabinieri, fotocopie di verbali di sequestro, di libretti di circolazione, potrebbero confermare che mai rapina o delitto è stato commesso su quelle dodici ruote.
E così stamani aspetto una chiamata che mi annunci l'arrivo del carroattrezzi, sono pronto a mollare il lavoro, non posso mancare.